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Il Canavese

Il Canavese comprende ben 132 Comuni.
Nella parte settentrionale, a nord,arriva fin quasi alla Valle d'Aosta e l'ultimo paese è Carema. Verso Ovest invece tocca il Gran Paradiso, passa per le Levanne e piega a sud lungo il corso della Stura.
Nella parte meridionale il confine è segnato dal Po, mentre ad oriente dalla Serra.

Il Canavese può configurarsi come un grande triangolo formato da pianura a sud, colline al centro, non più alte di qualche centinaio di metri e le montagne, a nord, che arrivano ai quattromila metri.
La Regione è percorsa da quattro fiumi: il maggiore, la Dora Baltea, che nasce dal Monte Bianco e taglia da nord a sud il Canavese: il Chiusella, che dà il nome ad una valle ricca di vegetazione; l'Orco ed il Malone.





La storia

La Storia del Canavese può risalire al V secolo a.c., quando una tribù celtica, proveniente dalla Gallia, i Salassi, si stabilisce nella nostra regione.
Dopo i Salassi, il Canavese venne occupato dai Romani per più di cinque secoli, che fondarono "Eporedia", l'attuale Ivrea, punto importante per la strada delle Gallie.
Con il decadere dell'Impero Romano si arriva al periodo della dominazione Franca (fine VIII secolo), quando nel Canavese sorgono le piccole dinastie dei "Conti Rurali" dall'autorità assoluta ed insindacabile, che diedero poi vita al feudalesimo. In questi anni emerge un personaggio notevole e che ebbe molta influenza sul canavesano: Arduino, il quale fu il primo a dare una idea di unità.
Verso la fine del Settecento i francesi invasero il Canavese e vi portarono le nuove leggi e di costumi giacobini della rivoluzione provocando la rivolta della popolazione già tanto provata dalle numerose ed interminabili guerre.
Nei primi dell'Ottocento la situazione si fece particolarmente difficile poichè Napoleone dopo la vittoria di Marengo entrò in Torino provocando l'inserruzione dei paesi del Canavese. Finalmente, dopo interminabili battaglie, il 16 aprile 1814, Napoleone e di francesi abbandonarono le nostre terre.
D'ora in poi fino a fine secolo, i Savoia regnarono nel Canavese. Nacquero nuove industrie e rifiorì, per non dire che cominciò, lo sviluppo dell'artigianato e dell'agricoltura. Sorsero case, palazzi, strade, piazze, chiese che cambiarono volto quasi a tutti i paesi del Canavese.





I paesi

Agliè
Bairo
Castellamonte
Castelnuovo Nigra
Favria
Ozegna
Torre Canavese
Valperga


Agliè

DATI GENERALI
Abitanti: 2805
Sup.: 13.3 Kmq
Slm: 315 metri
Cap: 10011
Prefisso: 0124

IL PAESE
Magnifico paese del Canavese. sorge sulla collina morenica, attorno alla quale sorsero i primi insediamenti romani dei quali non rimangono tracce visibili, così come nel tempio romano dedicato a Diana, sul quale, secondo la tradizione, sarebbe stato innalzato il santuario di Santa Maria della Rotonda. Il piccolo centro di Agliè sorge su un terrapieno, cinto da robuste mura fortificate, a guisa di una cittadella. Lo delimitano tre bastioni e altrettante porte d'accesso.

DA VEDERE
  • La Chiesa della Confraternita di Santa Maria (del 1740)
  • Lo splendido Castello (nella foto)
  • La Chiesa della Madonna della Neve


Bairo

DATI GENERALI
Abitanti: 768
Sup.: 7.16 Kmq
Slm: 360 metri
Cap: 10010
Prefisso: 0124

IL PAESE
Posta alle falde delle più lontane colline dell'anfiteatro morenico di Ivrea, il sito fu frequentato dai Romani, come attestano alcune tombe trovate nella zona. Di economia puramente agricola sino a pochi anni fa, oggi Bairo vede anche l'insediamento di alcune industrie meccaniche ed elettroniche.

DA VEDERE
  • La massiccia torre medioevale detta Torre Rossa
  • La Parrocchiale barocca del 1776
  • Il Palazzo comunale con le classiche arcate canavesane
  • Il Palazzo, già dei Baroni Vagina d'Emarese


Castellamonte

DATI GENERALI
Abitanti: 8976
Sup.: 38.5 Kmq
Slm: 345 metri
Cap: 10081
Prefisso: 0124

IL PAESE
E' posto al centro del Canavese, adagiato ai piedi della collina a forma di ferro di cavallo, racchiude molte frazioni sparse sul suo territorio che si propaga dai trecento metri della pianura verso il torrente Orco, ai duemila delle alture retrostanti, fino alla regione Loietto, in Valchiusella.

DA VEDERE
  • Il Castello
  • Il Museo Civico della Ceramica
  • La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (nella foto)
  • La Chiesa Neoromanica (del 1878)


Castelnuovo Nigra

DATI GENERALI
Abitanti: 492
Sup.: 28.6 Kmq
Slm: 828 metri
Cap: 10081
Prefisso: 0124

IL PAESE
E' il maggior centro della valle del Piova, costituito dall'unione avvenuta recentemente dai due nuclei urbani di Sale e Villa, su una dorsale che domina il torrente, alle falde del monte Calvo. Ricco di bellissime passeggiate tra una ricca flora alpina e scorci panoramici stupendi, Castelnuovo Nigra è detto anche il "paese dei narcisi" per l'abbondare di questi fiori.

DA VEDERE
  • L'antico castello dei San Martino
  • La Parrocchiale Seicentesca (nella foto)
  • La Chiesa di Sale, con un panorama stupendo
  • Il Santuario della Visitazione
  • La Cappella di Santa Rosa Maddalena
  • La Chiesetta della Madonna della Guardia


Favria

DATI GENERALI
Abitanti: 4215
Sup.: 14.85 Kmq
Slm: 316 metri
Cap: 10083
Prefisso: 0124

IL PAESE
Favria sorge nella pianura del Basso Canavese occidentale, che si estende sulla destra del fiume Orco. Circondano il capoluogo diversi cascinali e piccole frazioni, mentre una fitta rete di canali irrigui attraversa il territorio. Il paese ha vissuto per secoli di un'economia agricola; nella seconda metà dell'Ottocento si registra la nascita di un impianto di filatura e di tessitura del cotone, il quale poteva dar lavoro a 150 operaie. Oggi sono diffusi gli allevamenti del bestiame, in stalle moderne, con discreta produzione di latte e di carne.

DA VEDERE
  • Il Castello, edificato verso la prima metà del '200 (nella foto)
  • La Parrocchiale dei Santi Michele Arcangelo, Pietro e Paolo
  • La Chiesa di San Michele
  • La Chiesa di San Pietro Vecchio o del Cimitero


Ozegna

DATI GENERALI
Abitanti: 1157
Sup.: 5.53 Kmq
Slm: 300 metri
Cap: 10080
Prefisso: 0124

IL PAESE
Il territorio di Ozegna è situato nel cuore della piana canavesana, stretto tra i torrenti Orco e Malesina. In lontananza il monte Quinseina e le colline moreniche dominano le distese pianeggianti. Tra le attività produttive agricole e artigianali, comuni alla regione canavesana ad Ozegna si rileva la presenza di ditte legate all'attività edilizia ed alla lavorazione dei metalli, tra cui lo stampaggio a caldo per la produzione navale ed automobilistica.

DA VEDERE
  • Il Castello (nella foto)
  • La Parrocchiale di Santa Maria nascente
  • Il Santuario della Madonna del bosco (nella foto)
  • Il Palazzo Piola-Castelli


Torre Canavese

DATI GENERALI
Abitanti: 621
Sup.: 5.5 Kmq
Slm: 417 metri
Cap: 10010
Prefisso: 0124

IL PAESE
Sorto in epoca medioevale, a seguito della vittoria (25 a.c.) del console Vorrone, legato augusteo, quale punto fortificato. A testimoniare l'esistenza di una TURRIS in questo periodo di espansione dell'impero romano verso le regioni transalpine sono le varie tombe e suppellettili rinvenute nel 1940.

DA VEDERE
  • Il Castello, con la galleria d'arte e Antiquariato Datrino (nella foto la sua cappella)
  • La Parrocchiale dedicata a San Giovanni
  • La Chiesa di San Grato (sec. XVII)
  • La Chiesa di San Giacomo Apostolo
  • La Pinacoteca comunale con quadri dei maggiori pittori ex-sovietici del '900


Valperga

DATI GENERALI
Abitanti: 3469
Sup.: 11.8 Kmq
Slm: 417 metri
Cap: 10087
Prefisso: 0124

IL PAESE
Storico paese del Canavese, per le sue origini romano-celtiche e successivamente per le vicende dei Conti di Valperga, è posto ai piedi della Valle, ed a questa sua collocazione (ha detta di molti storici) deve il suo nome. Ricca di moltissime Chiese, Castelli e Santuari negli ultimi anni ha visto espandere anche la propria industria.

DA VEDERE
  • Il Castello, con le sue splendide torri
  • La Chiesa di San Giorgio
  • La Chiesa di San Tommaso
  • La Chiesa della Beata Vergine della Neve
  • La Chiesa di San Giuseppe
  • Il Santuario di Belmonte (nella foto)




I parchi

Sacro Monte di Belmonte
Gran Paradiso
La Vauda
Parchi e riserve del Canavese (link esterno)


Sacro Monte di Belmonte

Posizionato vicino a Valperga si raggiunge facilmente da Cuorgnè seguendo le indicazioni per Santuario di Belmonte.
Lungo la strada pedonale sono da ammirare i piloni del "Rosario" e la cappella "della Samaritana" nonchè la tipica flora locale e ampi castagneti.
Giunti in vetta, oltrepassato il Santuario ed il Convento Francescano, si accede al percorso votivo del Sacro Monte composto di 12 cappelle, edificate a partire dal 1712 dalla volontà delle comunità locali.
La cappella della Veronica sorge in una splendida posizione panoramica dal quale si può vedere molto oltre i confini del Canavese. Sulla sommità del rilievo vi è la statua di San Francesco d'Assisi, alta ben 4,5 metri.



Gran Paradiso

Posto ad una altitudine di 800-4.061 metri s.l.m., ha una estensione di quasi 71 mila ettari divisi tra il Piemonte e la Valle d'Aosta.
Il Parco è formato da cinque valli principali e da numerosi valloni minori: una catena di imponenti montagne con andamento est-ovest divide i bacini dell'Orco e del Soana (versante piemontese) dalle tre principali valli aostane, la Valle di Rhemes a ovest, la Valsavaranche al centro e la valle di Cogne a est, separate tra di loro da catene secondarie che si dipartono perpendicolarmente dalla spina dorsale del parco. La catena centrale culmina negli oltre 4.000 metri del Gran Paradiso, e và dal parco nazionale francese della Vanoise (12 km di frontiera in comune) ad occidente, scendendo fino alla Dora Baltea sul limite orientale.
La vegetazione del parco è costituita essenzialmente da boschi di larice, abete rosso e bianco, soprattutto nel settore valdostano. Il limite dei boschi è intorno ai 2.000-2.400 metri e nelle zone di transizione tra i boschi ed i pascoli alpini, ricchi di graminacee.

Riguardo poi agli animali sono presente oltre agli stambecchi anche camosci, lepri alpine, volpi, tassi e martore. Tra gli uccelli vi sono l'aquila reale, la pernice bianca, il fagiano di monte, la coturnice. L'ittiofauna è rappresentata da trota comune, trota iridea, trota fario.
Nel parco si trova il giardino botanico Paradisia, famoso per le sue 1500 specie.



La Vauda

Il Parco della Vauda si estende per più di 5.000 ettari, solcato da rii, torrenti e fiumiciattoli che sfociano nel Malone.
Il suo nome deriva dai celti, e significava foresta, questo perchè era un grande bosco fitto e impenetrabile, ricco di querce, carpini ed ontani.
Riguardo alla flora sono presenti betulle e pioppo tremulo, mentre molto diffuse sono le piante erbacee associate alla Calluna, quali la graminacea molinia o la Carex hartmanii.
Soprattutto nella parte a Nord, la fauna è molto ricca, oltre a più di cento specie di uccelli, vi sono tassi, volpi e moltissimi anfibi che prosperano negli innumerevoli stagni.
Il Parco della Vauda si offre per magnifici percorsi in bicicletta od a cavallo, immersi in un ambiente naturale ancora intatto nonostante il passare dei secoli.





I castelli

Il castello di Agliè
Il castello di Mazzè
Il castello di Parella
Il castello di Masino
Il castello di Moncrivello
Il castello di Borgomasino


Il castello di Agliè

Il castello fu riedificato nelle forme attuali per volere di Filippo di Agliè, che nel 1667 affidò il progetto ad Amedeo di Castellamonte.
Nel 1764 venne acquistato dai Savoia che, nel 1774, commissionarono un progetto di trasformazione e, per volere di Carlo Felice, fu poi modificato e abbellito nel 1825. E' circondato da uno splendido parco ornato da una grande fontana monumentale dei fratelli Collino (1770).

ORARI
Da Giovedì a Domenica 10-13/14-19 solo con visite di accompagnamento
Chiuso Lunedì, Martedì e Mercoledì.
Tel. 0124/330.102



Il castello di Mazzè

Il castello è merlato alla ghibellina e munito di torri e torricciuole inoffensive, racchiude due costruzioni, la più piccola del XIV sec. mantiene caratteri tardo gotici, l'altra ha invece dei tratti del secolo successivo. Qui vi soggiornarono abitualmente gli ultimi Savoia e vi passarono i più grandi d'Europa, da Francesco I di Francia a Cavour. Oggi è posto sotto la tutela dello Stato ed ha funzione di Centro incontri di elevato livello.

ORARI
Sabato e festivi dalle 14.30 alle 18.00 solo visite guidate
Chiuso il Lunedì e nei mesi di Dicembre, Gennaio e Febbraio.
Tel. 011/983.52.50



Il castello di Parella

Il castello è di origine seicentesca, appartenne ad uno dei rami più vivaci dei conti di San Martino fino all'inizio del XVIII secolo. Esso conserva al suo interno grandi dipinti ed affreschi che ornano i vasti saloni. Oggi è per buona parte adibito ad abitazione privata.

ORARI
Non disponibili
Tel. 0125/76288



Il castello di Masino

Il castello racchiude in sè mille anni di vicende storiche, poichè fu per dieci secoli dimora fissa dei conti Valperga di Masino dai quali venne fortificato divenendo teatro di tremende battaglie. Oggi è di proprietà del Fondo Ambiente Italiano che ne cura la conservazione.

ORARI
Dal Martedì alla Domenica dalle ore 10/13 e dalle 14/18, visite guidate su richiesta, riservate su prenotazione.
Chiuso i Lunedì non festivi e l'ultima quindicina di Dicembre e Gennaio.
Tel. 0125/77.81.00



Il castello di Moncrivello

Il Castello è di origini medioevali, passato dai Savoia ai Marchesi del Carretto, ha subito numerose demolizioni, ma conserva ancora oggi una torre merlata e un mastio a pianta quadrata della costruzione originaria.
E' attualmente di proprietà privata.

ORARI
Visite guidate, da Maggio a Settembre; Sabato e festivi dalle ore 15 alle ore 18, feriali solo per comitive, su prenotazione.
Tel. 0161/40.11.75



Il castello di Borgomasino

Il castello prende il nome di "Castrus Vetus" dalle sue antiche origini. Testimone di feroci contese tra i conti di San Martino e i Valperga di Masino, dal 1391 rimase nelle mani questi ultimi per sette secoli.
Dopo molti restauri oggi è di proprietà privata.

ORARI
Aperto Sabato e Domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, dal Lunedì al Venerdì solo su prenotazione. Chiuso dicembre e gennaio.
Tel. 0125/77.01.81





La cucina

Agnolotti alla piemontese con sugo di carne
Gnocchi alla piemontese
Bagna cauda
Fonduta con tartufi
Fritto misto alla piemontese
Castagne e burro (castagne e butir)
Tòfeja
L'ajò
Cipolle ripiene (siole pien-e)
Zuppa di cavolo (Supa 'd pan e còj)
Pesche ripiene


Agnolotti alla piemontese con sugo di carne

INGREDIENTI: 500 gr. di farina setacciata, 5 uova, un pizzico di sale e olio.

Ripieno: manzo tritato, cavolo lessato, un poco di riso al burro, formaggio grattuggiato, 2 uova, un trito composto da 1 carotina, 1 cipollina, 1 costola di sedano, prezzemolo; 50 g. di burro, polpa di pomodoro, 1 bicchiere di vino bianco.

PREPARAZIONE: unire le uova alla farina e salare, lavorare l'impasto, tirare le sfoglie, mettere il ripieno in una tasca e farne tante pallottoline su metà delle sfoglie. Ricoprirle con l'altra metà delle sfoglie e dopo aver premuto con le dita gli spazi vuoti, tagliare gli agnolotti con la rotellina. Servirli in un piatto di servizio ovale riscaldato condendoli a strati con sugo di carne e qualche pezzo di burro.



Gnocchi alla piemontese

INGREDIENTI: patate gialle farinose, farina, burro, parmigiano grattugiato, aglio, sale.

PREPARAZIONE: mettete le patate (intere, lavate e con la buccia) in acqua salata, e portate ad ebollizione...



Bagna cauda

INGREDIENTI: 275 g. d'olio di oliva, 60 g. di burro, 120 g. di acciughe sotto sale, 5 spicchi di
aglio, 3 dl di latte.

PREPARAZIONE: soffriggere le acciughe nell'olio fino a quando si disfano. Il giorno prima mettere a bagno maria nel latte degli spicchi d'aglio senza anima. Unire tutto insieme con anche delle noci sbriciolate e fare bollire tutto insieme mescolando sempre per non bruciare il fondo della pentola.

Cuocere fino a quando diventa tutto una crema uniforme.
Mangiare con verdure cotte o crude. Si possono far bollire finocchi, cipolle, cavolfiori, patate, rape rosse e servire nel caratteristico Fuiot che sono delle scodelle in terracotta al disotto della quale viene messa una candelina che serve a tenere la pietanza calda.



Fonduta con tartufi

INGREDIENTI:300 g di fontina di qualità, 3 tuorli d'uova freschi, 30 g di burro reso molle. 1 bel tartufo d'Alba, il latte necessario, un pizzico di sale.

PREPARAZIONE: versare in un tegame mezzo bicchiere di latte e aggiungere la fontina affettata finemente e il pizzico di sale; far cuocere a bagnomaria lavorando energicamente il composto in senso trasversale per farlo "filare".
Quando tutta la fontina è ben sciolta e il composto cremoso, completarlo coi tuorli d'uova diluiti in un poco di latte caldo e con il burro. Mescolare sino a rendere la preparazione liscia e lucida. Versarla in 6 tegamini concavi da porzione ben caldi e affettarvi il tartufo d'Alba. Servire subito.



Fritto misto alla piemontese

INGREDIENTI e PREPARAZIONE: il fritto misto alla piemontese è composto di cervella, animelle e fegato di vitello, di costolettine d'agnello, di crocchette di pollo, di fettine di rognone, di funghi, di cimette di cavolfiori, di crocchette di semolino, di zucchini e di molti altri ingredienti, alcuni lessati, alcuni crudi (addirittura vi possono essere compresi gli amaretti); tutti fritti con burro.



Castagne e burro (castagne e butir)

INGREDIENTI e PREPARAZIONE: generalmente si usano castagne secche: vanno quindi tenute a bagno in acqua fredda per alcune ore; se invece le castagne sono fresche, togliere la prima buccia, poi lasciarle a bagno in acqua bollente per pochi minuti per togliere anche la pellicina.
Cuocere in acqua e sale con un pezzettino di lardo, che darà il lucido; scolare e servire caldissime con leggeri fiocchi di burro.



Tòfeja

INGREDIENTI: è la zuppa di fagioli e cotiche; tofeja è la caratteristica pentola di coccio a quattro manici con coperchio in cui si cuoce. La base sono quindi i fagioli (se usati secchi andranno messi a bagno in acqua fredda per una notte), le cotenne di maiale, tagliate a strisce alte quattro dita e lunghe una spanna, condite con sale, pepe, trito di erbe aromatiche e un po' di aglio, arrotolate e legate strette (ij prèivi); e ancora qualche zampetto di maiale spaccato in due, le orecchie bruciacchiate e tagliate a metà.
Le dosi: 1 Kg.di fagioli freschi o 350-400 gr. di secchi; 500 gr. di prèivi; un bel mazzetto di prezzemolo, salvia, rosmarino e alloro legati stretti; poca cipolla tritata con una carotina e un gambo di sedano; un bicchierino d'olio; sale e pepe.

PREPARAZIONE: nella nostra tofeja, piena d'acqua fredda, si mettono i prèivi; quando comincia a bollire si uniscono il trito, i gusti, olio, sale e pepe ed infine i fagioli; una bella rimestata e si alza la fiamma. Alla ripresa del bollore, abbassare il fuoco al minimo, coprire e cuocere per alcune ore, rimestando ogni tanto; volendo rendere la minestra più densa, si può passare un paio di mestoli al setaccio. La cottura deve essere molto lunga e lenta, considerando che in origine veniva cotta nel forno dopo la cottura del pane sino a quando il forno stesso si raffreddava.



L'ajò

INGREDIENTI per persona: una manciata di gherigli di noce, uno spicchio d'aglio, un pezzo di mollica di pane fresco della grandezza di una noce, un pizzico di sale.

PREPARAZIONE: mettere gli ingredienti nel mortaio e pestare a lungo fino a quando si ottiene una bella pasta bruna leggermente oleosa. Formare, allora, delle palline della grandezza di una noce e servire con crostini di pane.



Cipolle ripiene (siole pien-e)

INGREDIENTI per quattro persone: un panino, 100 gr. d'uva sultanina (ammollarla nel marsala o nel vino bianco ed asciugarla bene), 200 gr. di amaretti; 2 cucchiai di zucchero, 2 uova, latte quanto basta per ammollare il panino, 300 gr. di salsiccia.

PREPARAZIONE: Spellare e scottare le cipolle in acqua bollente con un po' di sale; scolare e lasciare intiepidire; sfogliare piano, senza romperle, ottenendo così delle scodelline; i cuori, troppo piccoli per essere sfogliati, entreranno nel ripieno tritati fini.
Per il ripieno: amalgamare il panino strizzato dal latte con tutti gli ingredienti; riempire le scodelline di cipolla; disporre in una sieta (teglia di terracotta) imburrata; su ogni cipolla un fiocchetto di burro; cuocere in forno medio: sono pronte quando si sarà formata una croccante crosticina.



Zuppa di cavolo (Supa 'd pan e còj)

INGREDIENTI e PREPARAZIONE: per il brodo, che inzupperà il pane, si fanno bollire zampino, costine e osso di maiale con sale, pepe e qualche gusto. Il cavolo si lessa in acqua e sale, perchè più leggero, ma una volta si lessava nel brodo di maiale.
Lavare accuratamente il cavolo, lessarlo e dividerlo in foglie, sgocciolare e far asciugare su un telo; preparare abbondante il brodo; grattuggiare molta "toma" ben stagionata o del grana; tagliare a fette del pane di campagna raffermo o fatto tostare nel forno; rosolare abbondante burro con qualche spicchio d'aglio. In un recipiente di coccio grande ed alto disporre a strati foglie di cavolo, pane a fette, burro fritto, toma o grana, pepe e un bel pizzico di "saporita" (misto di droghe già in commercio un secolo fa): bagnare con un paio di mestoli di brodo.
Continuare con gli strati sino ad esaurimento degli ingredienti; bagnare con molto brodo e porre in forno caldo per almeno due ore, facendo attenzione che non si faccia troppo velocemente la crosta.



Pesche ripiene

INGREDIENTI: 6 pesche mature e spellate, senza il nocciolo e una parte di polpa interna, uno sciroppo caldo preparato con 1/4 di litro di vino bianco, 100 g di zucchero e un pizzico di vaniglina.
Un composto preparato con panna montata, la purea della polpa ricavata dalle pesche e amaretti tritati, il tutto mescolato e legato con un tuorlo d'uovo.

PREPARAZIONE: mettere le mezze pesche nello sciroppo ben caldo e lasciarvele per qualche minuto; sgocciolarle, farle raffreddare e riempirle col composto di panna montata, purea di pesca, amaretti tritati e tuorlo d'uovo. Disporle in un piatto di servizio e ricoprirle con lo sciroppo di vino raffreddato e qualche amaretto.